mercoledì 20 febbraio 2013

prodotto a co2=0

vedo da alcuni giorni la pubblicità in televisione di un noto marchio di riso italiano che si vanta di produrre a co2=0

estratto dal loro sito:

<<Oggi, la passione per il nostro lavoro ci ha portato ad essere un polo produttivo di assoluta eccellenza europea nella condivisione dei valori connessi ad una costante crescita qualitativa e tecnica che sia anche ecologicamente sostenibile.
Prodotto nella riseria XXXXX a Valle Lomellina, certificata ISO 14064, XXXXXXXXX è il primo in Europa frutto di un processo a Bilancio CO2=ZERO, dove le emissioni di gas serra da consumo energetico sono pienamente compensate dal beneficio ottenuto grazie alla produzione di energia da fonti rinnovabili, facendo propri i valori dei trattati di Durvban e Kyoto. >>

Ora io mi chiedo: è lecito dire che produco a CO2=0 se in realtà ogni attività che impiega combustibili fossili produce co2 e poi "lo metto a bilancio" con quello che produco con un qualsiasi pannello fotovoltaico sul tetto del mio capannone o con un impianto a biomasse?

chi ne sa più di me (che non so niente!) è libero di commentare.

lunedì 18 febbraio 2013

il cibo-spazzatura non danneggia soltanto il fisico

Una ricerca universitaria ha dimostrato che tra i consumatori abituali di fast food e cibi-spazzatura vi è una più alta diffusione di sindromi depressive.

sembra difficile trovare il collegamento tra le due cose.

Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Investigation dimostra che consumare cibi spazzatura altera alcune funzioni del cervello che porta a mangiarne sempre di più. Sono danni diretti all'Ipotalamo che è responsabile della sensazione di fame o sazietà. Quindi chi ne mangia regolarmente ne mangerà sempre di più con tutte le conseguenze di cui abbiamo già parlato nei post precedenti.

lunedì 4 febbraio 2013

...problemi "da uomini"






Nessuno di noi se ne preoccupa fino a quando arrivati ad una certa età, complici alcune brutte abitudini, i problemi di "virilità" iniziano a farsi vedere!.

ritengo superfluo spiegare cosa sia la disfunzione erettile, se non lo sapete (e auguro a tutti noi di non saperlo mai) basta un click sul link.

tra le cause FISICHE riconosciute ci sono le seguenti

Cause fisiche della disfunzione erettile

Nella maggior parte dei casi la disfunzione erettile è causata da qualcosa di fisico. Cause comuni includono:
  • Patologie cardiache,
  • Vasi sanguigni intasati (aterosclerosi),
  • Pressione alta,
  • Diabete,
  • Obesità,
  • Sindrome metabolica, una condizione che comprende aumentata pressione sanguigna, alti livelli di insulina, grasso corporeo intorno alla vita e colesterolo alto,
  • Morbo di Parkinson,
  • Sclerosi Multipla,
  • Testosterone basso,
  • Malattia di Peyronie con sviluppo di tessuto cicatriziale nel pene,
  • Alcuni farmaci,
  • Uso di tabacco,
  • Alcolismo e altre forme di abuso di sostanze,
  • Trattamenti per il cancro alla prostata o per ingrandimento della prostata,
  • Interventi chirurgici o lesioni che colpiscono l’area pelvica od il midollo spinale.



Delle 15 cause riportate 6 sono una diretta conseguenza dell'alimentazione sbagliata e altre 3 sono legate a "brutte" abitudini.

ciò significa che 9 cause su 15 dipendono solo ed esclusivamente da ciò che noi uomini facciamo per noi stessi.



avere cura di noi stessi ci permetterà di godere di alcuni piaceri della vita più a lungo possibile!

mercoledì 30 gennaio 2013

il sacchetto di plastica nel forno

....è da un po' di tempo che, ogni volta che vedo in tv la pubblicità del pollo che cuoce in forno in un bel sacchetto di plastica, mi chiedo se questa tecnica sia veramente sicura.



il mio scetticismo mi porta a pensare che la plastica a 200 gradi, per quanto resistente sia, possa "insaporire" il famoso pollo.
non ho fatto molte ricerche per sapere cosa gli esperti sostengono, ho visto che Altroconsumo li ha dichiarati sicuri per la salute degli alimenti e di chi li consuma, mentre Il Salvagente in una vecchia ricerca diceva che non sempre lo erano e che, in determinate circostanze potevano rilasciare alcune sostanze nei cibi che vi stanno dentro.

mi sembra di capire, che con questa tecnica, si evita di sporcare la teglia, il forno e di "insaporire" i cibi già conditi che vi stanno dentro.

Quindi, per queste utilità, inquiniamo di più producendo più plastica, mangiamo alimenti contaminati da chissà cosa rischiando la nostra salute e dobbiamo accettare i condimenti di dubbia qualità che vi stanno all'interno.

ne vale veramente la pena?????

chiunque ne sappia di più sull'argomento ci dia maggiori dettagli.

giovedì 4 ottobre 2012

perchè costa tanto mangiare....



Cera una volta l'agricoltura tradizionale.... e oggi ?
Tanti anni fa...
 (neanche tantissimi, visto che nel sud Italia era così fino a circa 30/40 anni fa) gli acquisti alimentari, e il rapporto tra produttore e consumatore era diretto o quasi, mi spiego:
vi era un agricoltore che produceva le varietà stagionali in base al territorio in cui era localizzato (oggi le chiamiamo Tipicità) e, generalmente, al mattino si recava al mercato dove la massaia acquistava i suoi prodotti e li impiegava in cucina.
Ne deriva un rapporto diretto e di fiducia tra l'inizio e la fine di tutta la filiera.
Inoltre, il valore era equamente diviso tra i due, di conseguenza il contadino era ben remunerato per il suo lavoro e il consumatore pagava effettivamente per quello che portava a casa.

Oggi..
è complesso ma voglio analizzare la filiera in tutte le sue parti, e, sicuramente ne dimenticherò qualcuna:
  • Produzione agricola
    • Imprenditore agroalimentare (produttore)
    • fornitore di sementi e piantine
    • fornitori di fertilizzanti e additivi
    • trasporti
    • manodopera interna ed esterna
    • fornitori di servizi (contoterzisti per lavorazione terreni ecc)
    • consulenti
    • agenti di vendita
  • Commercializzazione
    • Grossista
    • trasportatori
    • packaging
    • agenti e commerciali
    • dipendenti
    • servizi
  • Dettaglio
    • grande distribuzione
      • piattaforme logistiche e di stoccaggio
      • servizi di marketing e promozione
      • dipendenti
      • altri costi variabili accessori
    • negozi specializzati
  • Cliente
Ho così riassunto una filiera che aggiunge costi e margini ad ogni singolo passaggio e sapete chi paga tutti questi costi?????
...immagino che tutti abbiano risposto: il cliente finale che fa la spesa.

se torniamo indietro, e non parliamo del paleolitico ma sempre di 3 o 4 decenni fa, l'agricoltore produceva da se le proprie sementi ottenute dal raccolto dell'anno precedente, si lavorava in famiglia, quindi l'impiego di manodopera o servizi esterni era limitato, il packaging non esisteva, o almeno non come lo conosciamo oggi, la plastica era quasi sconosciuta, i fertilizzanti erano per pochi, in quanto costosi, e tutti usavano il letame prodotto dai propri animali.

la carne aveva lo stesso percorso o quasi:
un allevatore vendeva le proprie bestie ad un macellaio che andava a prenderle da se e poi la carne veniva venduta direttamente in macelleria.

potrei andare avanti per ore ma mi fermo qua.

è solo un modo per riflettere sul moderno mercato alimentare che ha portato i seguenti risultati:
  • Impoverimento dei produttori
  • impoverimento dei consumatori
  • inquinamento dell'ambiente
  • malattie derivanti da un'alimentazione di scarsa qualità
per non parlare dei risultati psicologici, per i quali non voglio entrare nel merito essendo un profano di tali scienze, ma riflettendo noto che:
  • lavorare in agricoltura è stato classificato come degradante, poco appagante e poco remunerativo
  • abbandono dei terreni e scarso ricambio generazionale
  • perdita dell'identità alimentare e territoriale a favore della globalizzazione dei consumi.
Oggi vedo che molti giovani ambiscono (purtroppo per necessità) ad un posto di lavoro in un call center sotto le luci al neon con le cuffie a disturbare clienti che stanno pacificamente a casa loro, cercando di vendere loro servizi o prodotti di cui spesso non hanno bisogno guadagnando da 0 a 450 euro al mese.
I braccianti agricoli (ormai quasi tutti stranieri) che stanno all'aria aperta e lavorano dalle 7 alle 15 guadagnano dai 35 ai 50 euro (parlo dell'area della Calabria centro settentrionale) al giorno che moltiplicato 20gg fa uno stipendio che va da 700 a 1000 euro al mese.

evviva l'era moderna!!!

http://www.federalimentare.it/Documenti/RicercaNomismaFilieraAgroalimentare.pdf


giovedì 27 settembre 2012

la carne che si restringe!!

...vorrei continuare il discorso sulle produzioni animali iniziato con le uova.

riflettiamo su quella bella carne che  generalmente mangiamo e che, appena finisce in padella, diventa la metà di quella che era inizialmente.
Oltre alla truffa economica vi è il danno per la salute ecco perchè:



Tutti avremo assistito qualche volta allo spettacolo deprimente di una bistecca che, mentre cuoce in padella, si restringe e diventa quasi la metà:  è certo, quella è carne gonfiata con ormoni. Come dicevamo, oltre alla truffa, assieme alla carne mangiamo anche gli ormoni.   
Gli ormoni sono utilizzati per aumentare lo sviluppo della corporatura degli animali, in particolare della loro massa muscolare. Le sostanze utilizzate sono diverse, ma sono soprattutto steroidi e ormoni della crescita. L’uso degli ormoni nell’allevamento causa diversi squilibri nel corpo degli animali e può avere diverse conseguenze molto pesanti, da malfunzionamenti nelle caratteristiche sessuali (fino alla sterilità) all’eccessivo accumulo di acqua nei tessuti e a una maggiore aggressività.
Di seguito le possibili conseguenze nel tempo:  accade che i nostri figli crescano troppo velocemente (e non è positivo), che alle bambine cresca troppo il seno (anche questo non è positivo!), che abbiano mestruazioni anticipate, acne, ipertricosi (troppi peli!), che ai bambini non si sviluppino bene i testicoli e i futuri spermatozoi siano malaticci, quindi infertilità, e che magari a noi adulti venga un tumore alla prostata o all'utero... Ma gli ormoni in Italia sono illegali (in paesi come gli USA, dove tutto deve essere grande, essi sono permessi dalla legge):  come mai spesso si usano ugualmente?  
Se la norma da un lato vieta assolutamente gli ormoni, dall'altro li autorizza a scopo terapeutico e nel periodo successivo al parto.  Riassumendo...i farmaci si acquistano sul mercato nero. Una certa sicurezza è data solo dalle carni provenienti da allevamenti "biologici", perchè controllatissimi dagli stessi consorzi a cui aderiscono.


E gli antibiotici? Se ne parla poco, ma bisogna sapere che tutti gli animali d'allevamento intensivo come pesci, polli, conigli, pecore, maiali, mucche, ecc., chi più chi meno, hanno comunque un sistema immunitario fortemente depresso a causa delle loro orrende condizioni di vita:  spazio poco o nulla, luce continua 24 ore al giorno, alimentazione forzata, e maltrattamenti vari derivanti dalla meccanizzazione.  Le povere bestie si ammalerebbero in continuazione se l'Uomo, nella sua infinita bontà, non le rimpinzasse di antibiotici per resistere!  Tralasciamo le ovvie considerazioni etiche sulla liceità di tali pratiche (tanto interessano a pochi) e vediamo perchè noi umani ci rimettiamo:  anche qui, mangiando i loro cadaveri, assumiamo gli antibiotici che contengono.  Ebbene, la natura si vendica: stavolta è il nostro sistema immunitario ad essere alterato dalla costante e ingiustificata presenza di piccole quantità di antibiotici nel sangue, assimilati mangiando carne o bevendo latte.  Ma non basta.  Sentiamo spesso parlare della comparsa di nuovi superbatteri patogeni, sempre più resistenti:  questo accade perchè i batteri si adattano per selezione naturale alla presenza dell'antibiotico, divenendone immune.  Di conseguenza questi batteri, per essere sconfitti, necessiteranno di sempre nuovi antibiotici, o di dosaggi sempre maggiori proprio degli stessi antibiotici che somministriamo agli animali, in un circolo senza fine...  ...e chi ci guadagna alla fine, come quasi sempre avviene, è l'industria chimico-farmaceutica.  Quando comprenderemo questo perverso meccanismo?  E soprattutto, quando comprenderemo che non si può andare contro natura?

Ecco un articolo che può arricchire di informazioni ciò che ho scritto in precedenza:

Quali sono i possibili residui presenti negli alimenti?Negli anni '80 è scoppiato un grande scandalo legato alla segnalazione di alcuni casi di ginecomastia, telarca e pubertà precoce in bambini, risultati collegati al consumo di omogeneizzati contenenti dietilstilbestrolo, ormone sintetico ad attività estrogenica somministrato in quel periodo, oltre che agli animali come promotore di crescita fraudolento, anche a milioni di donne per la prevenzione dell'aborto. Il dietilstilbestrolo è poi stato poi vietato anche in medicina umana.
Le modalità di doping, per quanto è possibile conoscere dai sequestri effettuati dalle forze dell'ordine e dai controlli svolti dai servizi veterinari delle ASL con il supporto della rete dei laboratori degli Istituti Zooprofilattici, sono oggi prevalentemente basate su ormoni naturali (seppur prodotti con tecniche di sintesi) e cortisonici.
Per quanto riguarda la somatotropina, trattandosi di una molecola sovrapponibile a quella naturale viene metabolizzata a livello epatico e quindi non è possibile ritrovarla negli alimenti.
E' per questo che a tutt'oggi non sono disponibili tecniche analitiche affidabili per la ricerca della somatotropina negli alimenti posti in commercio.
Il divieto di impiego posto dall'Unione Europea si basa prevalentemente sui danni che l'impiego di tale farmaco può causare agli animali richiedendo un incremento di utilizzo di farmaci antibatterici, che aumentano il rischio di presenza dei residui di tali farmaci nel latte e incrementano il rischio di comparsa di farmaco-resistenza batterica, riducendo la capacità di detossificazione dell'organismo animale con un possibile aumento della concentrazione di sostanze tossiche nel latte e per l'aumento nel latte di bovine trattate di una proteina la somatomedina C o Insulin Growth Factor 1 (IGF1) prodotta a livello epatico che potrebbe, in parte essere assorbita a livello intestinale dall'uomo.

Quali possono essere gli effettivi rischi per l'uomo?
Sin dal 1989, la Comunità Europea, sulla base di un principio di precauzione, ha vietato l'impiego negli allevamenti di sei ormoni utilizzati negli Stati Uniti ed in numerosi altri Paesi quali modulatori del sistema endocrino per migliorare la crescita dei vitelli ed altri animali. Tale divieto, presente in Italia fin dal 1961, è esteso anche all'importazione di carni ottenute da animali sottoposti a trattamento con sostanze ormonali. Nel maggio del 2000, la Commissione europea, ha confermato il divieto permanente dell'estradiolo 17beta. Su altri cinque ormoni di crescita - progesterone, testosterone, zeranolo, trembolone e melengestrolo acetato è stato confermato il divieto provvisorio per dare tempo agli scienziati di completare le indagini sull'effettivo rischio a cui potrebbero essere esposti i consumatori.
Attualmente le carni ed i prodotti di origine animale risultano essere tra gli alimenti più controllati. I risultati delle indagini per la ricerca di sostanze anabolizzanti hanno evidenziato irregolarità nello 0,35% in Italia nel triennio 1997-1999 su oltre 60.000 campioni prelevati.
Le sostanze ormonali in genere riscontrate sono sovrapponibili a quelle presenti naturalmente nell'organismo animale e somministrate in quantità tali da rimanere al limite dei livelli fisiologici naturalmente presenti nell'organismo animale e quindi non più rilevabili negli alimenti che arrivano al consumo.
L'uso fraudolento di sostanze non consentite da parte di una minoranza di allevatori disonesti comunque è ancora presente e quindi è importante continuare a garantire il mantenimento di una elevata attenzione alla sicurezza alimentare, realizzata sino ad oggi mediante la strutturazione di un controllo veterinario ed una rete di laboratori (Istituti Zooprofilattici Sperimentali) che dipendono dal Ministero della Salute e quindi perseguono l'obiettivo prioritario della salute pubblica e rappresentano, grazie anche all'azione delle forze dell'ordine, un deterrente per i produttori disonesti.

A cura di:
Bartolomeo Griglio (ANMVI) e Walter Marrocco (FIMMG)



http://www.xmx.it/macosamangiamo.htm

domenica 23 settembre 2012

da dove arrivano le uova che mangiamo?


Nei moderni allevamenti gli animali vengono considerati macchine che producono senza alcuna considerazione per loro in quanto esseri viventi.

Solo uno spunto per riflettere:
Questo è uno scorcio di una piccola fattoria che conosco molto bene dove le galline escono al mattino e rientrano alla sera, libere di razzolare tutto il giorno.
Queste producono mediamente un uovo al giorno senza stress e, oltre a quello che beccano nelle loro passeggiate, mangiano della granella di cereali autoprodotta!

Questo invece è un allevamento intensivo (in batteria), dove le galline sono delle macchine che fanno uova, vengono alimentate in modo che producano sempre di più e all'imbrunire non rientrano nel loro pollaio, loro sono costantemente bombardate da una forte luce in modo che credano che sia sempre giorno.
Per loro non c'è riposo e, per reggere questi ritmi, vengono alimentate con mangimi composti in laboratorio, antibiotici e tanto altro ancora.

Vengono mutilate del loro becco in modo che non possano sfogare la loro rabbia (dovuta a questo tranquillo stile di vita) ferendosi tra loro.
Ma la cosa più macabra è che quando qualche "unità produttiva" muore, e ne muoiono tante, resterà intrappolata nella sua gabbia per giorni assieme alle altre vive che la calpestano o magari mangiano della sua carcassa finchè gli addetti non la rilevano!!!


ecco da dove provengono quelle belle uova che mangiamo



http://vimeo.com/essereanimali/fabbriche-di-uova